Pallet RFID e tracciabilità: GRAI per il pallet, SSCC per la spedizione
In brevePer la tracciabilità di un pallet servono due codici GS1: il GRAI identifica il pallet come bene riutilizzabile per tutta la sua vita, l'SSCC identifica la spedizione e cambia a ogni viaggio. Entrambi vanno in un codice a barre o in un tag RFID, che nei pallet in plastica si può inglobare nel materiale.
Due codici diversi: GRAI per il pallet, SSCC per la spedizione
Per tracciare un pallet carico devi identificare due cose: il pallet e la merce che porta. Gli standard GS1 usano due codici diversi, che puoi scrivere in un codice a barre o in un tag RFID.

| GRAI | SSCC | |
|---|---|---|
| Cosa identifica | il bene riutilizzabile: pallet, vassoio, fusto [1] | l'unità logistica: merce imballata insieme per trasporto o stoccaggio [2] |
| Lunghezza | 14 cifre + seriale facoltativo fino a 16 caratteri [1] | 18 cifre [2][3] |
| Identificatore GS1 | (8003) [1] | (00) [3] |
| Durata | tutta la vita del pallet | una spedizione; riassegnabile dopo un anno [2][3] |
| Supporto | GS1-128, GS1 DataMatrix, RFID [1] | GS1-128, RFID [2][3] |
Il GRAI interessa chi possiede i pallet: un circuito chiuso, un pool, un'azienda che li presta ai clienti. L'SSCC interessa chiunque spedisca a un destinatario che lavora con gli standard GS1.
Il GRAI: com'è fatto e quando serializzarlo
Il GRAI ha 14 cifre. La prima è uno zero, poi vengono il prefisso aziendale GS1 e il tipo di bene, che insieme occupano 12 cifre, e infine la cifra di controllo [1]. Il tipo di bene distingue, per esempio, un modello di pallet da un altro.
La parte seriale è facoltativa: fino a 16 caratteri alfanumerici, uno per ogni singolo pallet [1]. Serve se vuoi seguire il pallet preciso e non solo il modello. Serve anche per l'RFID: solo un GRAI con seriale ha la codifica EPC per i tag [1].
RFID su pallet in plastica: dove va il tag

Nel pallet in plastica il transponder si può inglobare nel materiale. Alcuni produttori lo fanno per proteggerlo da sporco e danni; il tag si legge senza vista diretta e si può riscrivere [6]. Qui la plastica ha un vantaggio sul legno: il tag resta dentro il pallet per tutti i cicli, anche durante il lavaggio. Il tag inglobato si chiede in fase d'ordine, insieme a logo e colore: vedi i pallet in plastica personalizzati.
L'alternativa è un'etichetta o un tag applicato dopo. Costa meno all'inizio ma resta esposto a urti e forche.
Per i pallet in plastica non abbiamo trovato una regola GS1 specifica sul numero di tag. Nel 2010 una linea guida GS1 EPCglobal, riportata dalla stampa di settore, indicava per i pallet in legno due tag con GRAI in angoli opposti in diagonale [9]. La logica è semplice: con due tag, da qualunque lato arrivi il pallet, almeno uno resta leggibile. Chiedi al fornitore come ha posizionato i suoi e con quali lettori li ha provati.
Liquidi e metallo: i limiti della lettura
GS1 spiega i due casi difficili [5]:
- il metallo riflette e diffrange le onde radio; oggi esistono però tag progettati per stare sul metallo;
- acqua e liquidi assorbono le onde e disaccordano il tag; un tag RAIN circondato d'acqua può perdere molta portata, solo in parte recuperabile con antenne dedicate.

Per un pallet di bevande, detersivi o lamiere contano quindi la posizione del tag nel pallet, lontano dal carico, e la prova di lettura con la merce vera.
L'etichetta logistica GS1: dove si attacca
L'etichetta della spedizione contiene l'SSCC in un codice a barre GS1-128. GS1 UK dà queste regole di posizione [4]:
| Regola | Valore |
|---|---|
| Altezza dalla base del pallet | da 400 a 800 mm |
| Numero di etichette | 2 identiche, una sul lato corto e una sul lato lungo |
| Distanza del codice dallo spigolo verticale | almeno 50 mm, zone di rispetto comprese |
| Altezza minima delle barre | 32 mm |
| Posizione dell'SSCC | nel codice più in basso |

La maggior parte delle aziende usa un'etichetta A5 (148×210 mm), ma le specifiche GS1 non fissano una misura [3]. L'etichetta ha tre sezioni: in alto il nome o il logo, al centro i dati leggibili, in basso i codici a barre [3].
Barcode o RFID
Il codice a barre costa poco e lo legge qualsiasi lettore, ma si legge un pallet alla volta, con la vista diretta. L'RFID si legge senza vedere il tag e su molti pallet insieme, per esempio a un varco [6]. Costa di più e chiede lettori e prove sul campo.
In pratica le due cose convivono. L'SSCC viaggia sull'etichetta a barre perché i destinatari la chiedono. Il GRAI su tag RFID serve a chi gestisce un parco pallet e vuole sapere dove sono, quanti tornano e quanti cicli hanno fatto.
Pooling e circuiti chiusi: chi lo usa già
I pool sono i primi utenti (come funziona il pooling lo spieghiamo nella guida al noleggio dei pallet in plastica). Un pool europeo offre l'RFID su tutti i pallet e i cassoni del suo circuito, per gestire i dati in tempo reale [7]. Negli Stati Uniti un pool di pallet in plastica dichiara di inglobare tag RFID e codici a barre in ogni pallet [8]. L'elenco dei pool europei e americani è nella guida ai produttori di pallet in plastica.

In un magazzino automatico l'RFID serve anche a ritirare i pallet che hanno fatto troppi cicli: lo spieghiamo nella guida ai pallet per magazzino automatico. Per AGV e navette vedi pallet, AGV e transpallet.
Cosa chiedere al fornitore di pallet
- Tag inglobato nello stampaggio o applicato dopo?
- Frequenza del tag e lettori con cui è stato provato.
- Quanti tag per pallet e in che posizione.
- Codifica: GRAI serializzato con il tuo prefisso GS1 o numero del fornitore [1].
- Spazio piano sul lato del pallet o del carico per l'etichetta GS1 tra 400 e 800 mm [4].
- Prova di lettura con il tuo carico, soprattutto se porti liquidi o metallo [5].
Domande frequenti
Che differenza c'è tra SSCC e GRAI?
L'SSCC è un codice GS1 di 18 cifre che identifica un'unità logistica, cioè la merce imballata insieme per una spedizione, e si legge con l'identificatore (00). Il GRAI identifica il pallet, la cassetta o il fusto come bene riutilizzabile e si legge con l'identificatore (8003). L'SSCC cambia a ogni spedizione, il GRAI resta sul pallet per tutta la vita.
Dove si mette l'etichetta logistica su un pallet?
Secondo GS1 UK l'etichetta va tra 400 e 800 mm dalla base del pallet, in due copie identiche, una sul lato corto e una sul lato lungo. Il codice a barre deve stare ad almeno 50 mm dallo spigolo verticale e le barre devono essere alte almeno 32 mm. Se ci sono più codici, l'SSCC è quello più in basso.
Si può aggiungere un tag RFID a un pallet in plastica esistente?
Sì, con un'etichetta o un tag applicato, ma resta esposto a urti, lavaggi e sporco. I produttori possono invece inglobare il transponder nella plastica in fase di stampaggio, dove resta protetto. Se il tag deve contenere un GRAI in formato EPC, il GRAI deve avere la parte seriale.
L'RFID funziona su pallet carichi di liquidi o metallo?
Funziona peggio. Secondo GS1 l'acqua e i liquidi assorbono le onde radio e disaccordano il tag, e un tag RAIN circondato d'acqua può perdere molta portata. Il metallo riflette le onde, ma oggi esistono tag progettati per stare sul metallo. Prima di un progetto fai una prova di lettura con il tuo carico reale.
Mi serve l'RFID o basta il codice a barre?
Per l'etichetta della spedizione basta il codice a barre GS1-128 con l'SSCC, che è lo standard richiesto in genere dai destinatari. L'RFID serve quando vuoi leggere molti pallet senza vederli, per esempio a un varco, o seguire i pallet riutilizzabili in un circuito chiuso o in un pool.
Fonti
- GS1 US, An Introduction to the Global Returnable Asset Identifier (GRAI), Release 2.0 (settembre 2017)
- GS1 Australia, Serial Shipping Container Code (SSCC)
- GS1 UK, Logistics labels and SSCCs
- GS1 UK, Where should pallet labels be placed?
- GS1 Support, Does RFID work around metal and water? (agg. 30/8/2024)
- Materialfluss, Pallet personalizzati Cabka-IPS con transponder RFID (24/5/2016)
- Craemer, Pooling (RFID su pallet e cassoni)
- iGPS, all-plastic pallet pooling
- SC Digest, GS1 EPCglobal guideline on tagging pallets with RFID (30/9/2010)
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